La vedovanza e il silenzio che parla
C’è una parola che pesa nel cuore di chi la vive, ma che spesso si pronuncia con pudore: vedovanza. Nel mio blog, che ho voluto chiamare Solitudine d’argento , ho cercato di dare voce ai tanti silenzi che abitano la vita di chi invecchia. Oggi voglio affrontare un dolore che conosco per riflesso, attraverso gli occhi di chi ho incontrato e ascoltato lungo il cammino: il momento in cui si resta soli dopo una lunga vita condivisa. Quando il “noi” si spezza, e si torna un “io” spaesato. L’assenza che occupa tutto Non importa se la perdita arriva all’improvviso, come un fulmine che squarcia il cielo sereno, o se è stata annunciata da una lunga malattia. Il giorno in cui si resta soli ha un suono tutto suo. Il suono delle posate che sbattono contro un piatto per uno. Della porta che si chiude e non si riaprirà più. Non si è mai davvero preparati. Nemmeno quando lo si aspetta, nemmeno quando ci si illude di esserlo. A volte, ciò che fa più male non è il dolore acuto, ma la sua pe...