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Le abitudini: amiche o nemiche?

 Ci sono giornate che scorrono quasi identiche l’una all’altra. La colazione nello stesso modo, la passeggiata alla stessa ora, la televisione accesa sempre sullo stesso programma. Sono abitudini, piccoli gesti che diventano parte della vita quotidiana senza che ce ne accorgiamo. Ma le abitudini sono davvero sempre un bene? Oppure, a volte, rischiano di imprigionarci? La verità è che le abitudini non sono né buone né cattive in sé. Dipende da come le viviamo, da quanto spazio lasciamo alla libertà e alla sorpresa, da quanto ci fanno stare bene o, al contrario, ci spengono lentamente. Il potere delle abitudini buone Alcune abitudini sono come radici che danno stabilità. La tisana della sera, la lettura di qualche pagina prima di dormire, il saluto al vicino che incrociamo ogni mattina. Piccoli riti che scaldano il cuore, che danno ritmo e sicurezza. Soprattutto nei momenti di fragilità o di solitudine, certe abitudini diventano veri e propri punti di appoggio. Sapere che ci sar...

L’amore che nasce dopo una certa età

 Chi l’ha detto che l’amore appartenga solo ai giovani? A volte, proprio quando meno ce lo aspettiamo, bussa di nuovo alla porta. E lo fa nei modi più semplici: durante un corso di cucina , tra un passo di danza in una sala da ballo , in una lezione di yoga , o anche in una passeggiata condivisa con un gruppo di cammino . Non c’è un’età in cui smettiamo di emozionarci. E così, accade che ci si ritrovi a sorridere come adolescenti: una telefonata che fa battere il cuore, un messaggio che illumina la giornata, la sensazione di attendere un incontro con la stessa impazienza di quando eravamo ragazzi. Una luce nuova nella casa Quando nasce un amore adulto , sembra che tutto si accenda di una luce diversa. La casa, che magari da tempo ci sembrava silenziosa, improvvisamente profuma di novità: una pianta regalata, una tazza in più sulla tavola, un sorriso che rimane nell’aria anche dopo che l’altro è andato via. È un amore che porta calore, non per riempire un vuoto, ma per aggiung...

Vedere il bello: l’arte come lente per scacciare la tristezza

 Nel mio cammino personale, ho scoperto che la bellezza non è un lusso per pochi, ma una possibilità per tutti. Basta allenare lo sguardo. E non parlo solo di musei e capolavori, ma di quel modo speciale di vedere il mondo che l’arte può insegnare. Quando ci sentiamo giù, tutto sembra grigio. I colori si spengono, i suoni si confondono, persino le cose più belle sembrano lontane. Eppure – proprio nei momenti bui – l’arte può diventare una lente diversa con cui guardare la realtà. L’arte ci allena ad accorgerci dei dettagli: una finestra decorata, l’ombra proiettata da un albero, una statua sopra una fontana che non avevamo mai notato. Quando cominciamo ad apprezzare queste piccole meraviglie, qualcosa cambia. Scoprire il bello ci fa sentire vivi. E sentirsi vivi è il primo passo per allontanare la solitudine, anche quella più ostinata. Guardare con occhi diversi è già un gesto di speranza. Non serve essere esperti d’arte. Basta lasciarsi stupire, farsi domande, fermarsi un mom...

Come far fronte ad una giornata NO

 Ci sono giorni che nascono storti. Giorni in cui il risveglio è opaco, in cui anche l’aria sembra più pesante. Non succede nulla di grave, eppure dentro si muove qualcosa che toglie luce. Una malinconia sottile, una fatica di vivere che si fa sentire proprio quando non l’aspetti. Con il tempo ho smesso di lottare contro queste giornate. Non le scaccio più, non le giudico. Le accolgo come si fa con una pioggia improvvisa: non la si può fermare, ma ci si può riparare, o anche solo rallentare il passo e camminarci dentro. Quando arriva una giornata “no”, cerco prima di tutto di fermarmi un attimo . Non per analizzare tutto, ma per riconoscere quello che sento. Perché il dolore, anche lieve, anche silenzioso, ha bisogno di essere visto. E poi, cerco una piccola luce. Non una soluzione, non una fuga: una luce . A volte è un suono che mi accompagna, come una musica dolce in sottofondo. A volte è il profumo del caffè che preparo con più cura. A volte è il viso di una person...

La vedovanza e il silenzio che parla

 C’è una parola che pesa nel cuore di chi la vive, ma che spesso si pronuncia con pudore: vedovanza. Nel mio blog, che ho voluto chiamare Solitudine d’argento , ho cercato di dare voce ai tanti silenzi che abitano la vita di chi invecchia. Oggi voglio affrontare un dolore che conosco per riflesso, attraverso gli occhi di chi ho incontrato e ascoltato lungo il cammino: il momento in cui si resta soli dopo una lunga vita condivisa. Quando il “noi” si spezza, e si torna un “io” spaesato. L’assenza che occupa tutto Non importa se la perdita arriva all’improvviso, come un fulmine che squarcia il cielo sereno, o se è stata annunciata da una lunga malattia. Il giorno in cui si resta soli ha un suono tutto suo. Il suono delle posate che sbattono contro un piatto per uno. Della porta che si chiude e non si riaprirà più. Non si è mai davvero preparati. Nemmeno quando lo si aspetta, nemmeno quando ci si illude di esserlo. A volte, ciò che fa più male non è il dolore acuto, ma la sua pe...

Alla scoperta della bellezza che ci circonda: camminare tra le architetture per riscoprirsi

  Spesso, quando ci sentiamo soli o svuotati, ci sembra che il mondo intorno a noi abbia perso colore. Le stesse strade, gli stessi palazzi, gli stessi angoli di sempre sembrano opachi, muti. Eppure… basta poco per iniziare a guardarli con occhi diversi. Io ho imparato, con il tempo, a scoprire piccoli tesori nascosti nelle città e nei paesi che conosco da sempre. Basta alzare lo sguardo. Una finestra antica, un balcone decorato, una chiesa che non avevo mai osservato davvero, un edificio con una storia tutta da immaginare. E in quelle forme, in quelle linee e curve, qualcosa dentro di me si muove. Uscire di casa con lo scopo di guardare mi ha aiutato. Sì, proprio così. Guardare per davvero. Osservare le architetture, cercare i dettagli, chiedermi: chi ha disegnato questo edificio? Quando è stato costruito? Cosa c’era qui prima? Domande semplici, ma che mi riportano alla vita, alla curiosità, alla voglia di capire e di camminare ancora. E oggi, per fortuna, ci sono anche strume...

Quando l’umore si spegne: riconoscere e affrontare la depressione lieve

 Dopo aver scritto del significato profondo della solitudine, oggi voglio parlare di qualcosa che, spesso, cammina accanto ad essa: la depressione lieve . Lo faccio senza alcuna pretesa medica, ma solo con l’intento di offrire uno sguardo vicino, comprensivo, umano. Nel mio blog cerco di accendere piccole luci, e anche oggi provo a farlo. Perché la tristezza che non passa, l’apatia che spegne il gusto delle cose, non sono colpe — né debolezze. Sono segnali. E come tutti i segnali, meritano attenzione, ascolto, delicatezza. Quando non è solo tristezza Capita a tutti di avere giornate storte. Di sentirsi giù, di perdere motivazione. Ma a volte quella sensazione dura troppo a lungo. Si comincia a dormire male, a mangiare con meno gusto, a isolarsi. Si perdono gli interessi, anche quelli più semplici, come leggere il giornale o uscire a fare la spesa. Non si tratta di “pigrizia” o di “carattere”. Spesso si è solo stanchi di lottare da soli . Quando ci si sente vuoti dentro, anche i...